sabato 5 novembre 2016

Frammento


"Un'opera d'arte è soprattutto un'avventura della mente."
E. Ionesco
   
   Tardo pomeriggio di un caldo giorno estivo, un brandello di sole si aggrappa tenacemente all'ultimo tratto di muro disponibile, portando con sé l'elegante silhouette dell'ombra di un grande fiore giallo e rosso di ibisco che sta lì davanti. Pochi istanti ancora, il cammino sta per finire, il tempo vola, il sole deve andare e così l'ombra si dissolve lentamente perdendosi nella luce grigia del crepuscolo, mentre il fiore, come se non potesse sopravvivere alla sua ombra, spegne la sua radiosa bellezza chiudendo la sua già brevissima esistenza.
   Illusorio tempismo, fortunate coincidenze, ricercate corrispondenze, immaginazione visionaria. Può darsi, chissà! Comunque la si pensi, abbiamo di fronte, ancora una volta, una piccola scena che trasmette le potenzialità di un frammento di realtà, insolito, fuori del “nostro” vedere quotidiano, al di là di ciò che per noi è abituale in quanto dato per già acquisito.
   Ma la realtà, a volte, ha bisogno di un pretesto per non essere o, meglio, per non apparire banale e quelle “strane occasioni” spesso ne forniscono uno. Un'illusione che si fonde col reale, svelando aspetti dell'essere che generalmente passano inosservati ma che un occhio attento e un'immaginazione aperta possono cogliere facilmente e comunicare. E là dove l'immaginazione dà il meglio di sé è l'arte, ovviamente. Immaginare, cioè pensare per immagini creandone di nuove, un'attitudine sempre meno sfruttata, quasi in via di estinzione, sostituita da immagini preconfezionate fornite in grande quantità dai media. Quasi un paradosso nell'epoca delle immagini.
   Così, attraverso una strana, presunta, apparente relazione e un reale legame si può riscoprire qualche aspetto delle cose, apprezzarne il senso e l'essenza per una possibile verità di quel momento. Questo non vuol dire falsare la realtà (vedi surrealismo e tutti i suoi derivati, anche contemporanei) o interpretarla in maniera più o meno arbitraria (tipo espressionismo in tutte le salse), né tanto meno nasconderla dietro cervellotici concettualismi, spesso tanto pretenziosi quanto ridicoli, ma osservare le cose in maniera più… semplice, elastica e creativa e stabilire con esse un muto dialogo che va oltre la comune “logica delle cose”, come si suol dire quando si vuole indicare una consuetudine, un codice accettato e condiviso dai più. Forse non pensava a qualcosa di molto lontano da questo, Pablo Picasso, quando diceva che “l'arte è la menzogna che ci permette di conoscere la verità”. Certo, le sue ragioni e i suoi obiettivi erano ben diversi…
   Scoprire l'importanza delle cose non per ciò che sono ma per ciò che significano in un particolare contesto o in certe condizioni, è una forma di ricerca di un rapporto da condividere sotto forma di emozione, riflessione, da tradurre in immagine o viceversa. Un significato senza alcun carattere simbolico e relativa raffigurazione. Infatti, al contrario, il simbolo assume su di sé tutti i risvolti della realtà che pretende di rappresentare e restituisce una più generale, ideale "verità" uguale per tutti. Ma anche questa è un'illusione, una bugia che amiamo raccontarci per poter credere a delle categorie di appartenenza, per avere idee superiori che accomunano. Ed essendo un'illusione può contribuire, anch'essa, in piccola misura, ad arricchire l'immaginazione.
   Dunque un'immagine può avere differenti significati, in diverse ottiche, ambiguità, senza per questo cadere in contraddizioni o incoerenze. Perché così è la realtà, in positivo o in negativo, a seconda dei punti di vista. È viva e varia, tutta da esplorare, e lo sarà finché il nascere o l'appassire di un fiore non sarà mai considerato un fatto comune, banale ma un piccolo evento capace di suscitare ancora un'emozione.

“...se vi preme capire com’è davvero il mondo, dovete interessarvi ai diversi modi in cui vengono create le immagini.”
David Hockney

La donna riflessa nello specchio e quella che lo pulisce dovrebbero essere la stessa persona e forse lo sono ma non nella comune “logica delle cose”...

Lo specchio



Un'attesa



Gioco di bimba


lunedì 23 maggio 2016

Realtà e rappresentazione


  Le immagini, grazie alla tecnologia, ormai hanno invaso e condizionato la nostra vita a tutti i livelli. La riproducibilità a buon mercato e la conseguente diffusione di massa (temi tanto cari ai cultori della cosiddetta arte pop) ha, sì, reso accessibili e manipolabili le immagini a tutti e questo è bene ma, estremizzando, in molti casi, ne ha anche banalizzato il contenuto non elevandolo a icona di consumo, come si dice sempre, ma svilendone il significato e il valore, ovviamente a seconda dell'uso che se ne fa. Così finiamo per concedere loro occhiate rapide e distratte come se fossero scontate o superflue, non degne di un interesse che non sia breve e superficiale. Un esempio potrebbe essere l'immagine pubblicitaria ripetuta ossessivamente e incessantemente a dosi sempre maggiori per ottenere un briciolo d'attenzione. Ma è curioso anche il fenomeno della street art (detta così fa tanto fine...) in cui un'immagine su un muro, che si guarda appena passando, acquista valore e dignità quando viene ripresa e diffusa da altri media, insomma l'immagine dell'immagine, citazioni comprese. E dire che anche qui ci sono dei veri e propri talenti (pochi, per la verità) che non hanno altro modo di far conoscere la loro arte, per necessità o per scelta. E questo potrebbe spiegare, forse, l'ansia di voler connotare fortemente queste immagini attraverso forzature grafiche o tormentoni musicali, nel caso della pubblicità, o altre stravaganze varie, sperando di fare breccia non per persuasione ma per sfinimento, clamore o provocazione. Di fronte a tanta dozzinalità e conseguente caduta di gusto si spalancano le porte del qualunquismo estetico, quindi artistico, è superfluo anche dirlo, basta guardarsi intorno. L'originale si perde nel bizzarro, il bello nel grottesco, il valore nella superficialità.
  Ma la ricerca dei possibili modi di percepire o intendere la realtà implica esplorare, cioè andare oltre la superficie, penetrare in quello stato di apparente 'anonima esistenza' del reale per giungere alla 'viva presenza' . Ridare un significato alle cose, anche alle più umili e banali, scoprirne o riscoprirne le relazioni nei diversi contesti, perché è solo nel rapporto con "l'altro" che si ha la misura delle cose e degli uomini. Il "bello" non è una qualità ma un atteggiamento mentale, una forma di appagamento, un'emozione definita dal rapporto con ciò che ci circonda. 

Forse sono idee inattuali...o forse no.



L'arte che cita l'arte che a sua volta cita...l'arte, in un gioco di rimandi da un piano materiale (le case), a uno estetico-intellettuale (graffito-Botticelli), ad uno spirituale (il tempio), il più lontano. Ma forse è solo un paesaggio urbano.

Urban landscape - Paesaggio urbano







L'ottusa quiete delle rocce viene interrotta dall'inaspettata presenza delle scarpe femminili ma queste, soprattutto, evocano una più enigmatica presenza-assenza.

The shoes - Le scarpe