mercoledì 30 aprile 2014

L'arte, idee e realtà

  Strano mondo quello dell'arte, questo è noto, semplice e complesso allo stesso  tempo. Semplice nei "cosa" e nei "quando", complesso nei "come" e nei  "perché". Ogni cosa o persona può essere vista in rapporto a te che la guardi o  al mondo che le sta intorno e siccome anche tu sei parte di quel mondo, allora  l'intreccio si complica alquanto e bisogna trovare le ragioni e i modi in cui ogni  elemento si rapporta con l'altro. Se l'arte la studi devi conoscere e districare  queste relazioni, se la fai allora le devi (o le puoi, se vuoi) creare, modificare, distruggere, se occorre. E questo è ciò che hanno fatto sempre gli artisti in  maniera più o meno consapevole, intuitiva a volte ma sempre tesa alla ricerca  del bello e dell'armonia secondo le concezioni estetiche della propria epoca. Superato  tutto questo, accantonate le ideologie di ogni tipo e colore, a noi è rimasto ciò  che va di moda definire con termine abusato anche a sproposito e spesso in  senso spregiativo, "relativismo".
  Tutta questa ragnatela di relazioni dà modo all'artista di spaziare da una  modesta visione delle cose, la banalità, la mediocrità, la convenzionalità ecc.  fino alla più alta libertà di pensiero e quindi di espressione, cioè la grande arte,  passando attraverso una vasta gamma intermedia, a seconda delle qualità  dell'artista. Naturalmente ho semplificato molto ma lo scopo è chiarire brevemente solo  alcuni punti che poi vanno approfonditi, non fare letteratura.
  La percezione immediata che abbiamo di una certa realtà o di un evento  dipendono ovviamente da diversi fattori occasionali, il tempo, il luogo, le  circostanze, la presenza di altre cose o eventi e quindi ci viene restituita  un'immagine influenzata in qualche maniera da quei fattori. Invece l'"idea" che  abbiamo di quella stessa realtà è la somma di tutte le esperienze ad essa  legate che abbiamo fatto fino a quel momento. Se osserviamo attentamente e  con la giusta disposizione d'animo un oggetto, per esempio, possiamo andare al di là  delle sue caratteristiche fisiche, formali e superficiali fino a raggiungere la sua  essenza, cioè la nostra "idea" personale che, pur essendo sempre soggettiva,  non sarà alterata da influenze esterne o lo sarà il meno possibile. Allora avremo  un'immagine che a seconda della personalità di ognuno può suscitare in noi  varie forme di emozioni o suggestioni o sentimenti che in quel momento sono  più sensibili agli stimoli esterni. Naturalmente questo non avviene  automaticamente sempre e in qualunque caso ma attaverso un particolare, una  combinazione casuale, una disposizione insolita, un gesto, una frase, insomma  qualunque cosa che scateni la nostra immaginazione e la nostra creatività.  

  Come si vede è tutto un gioco di relazioni, di reazioni e di rimandi in cui  finiscono per confondersi o fondersi i ruoli di soggetto, oggetto, realtà e finzione.  Tutti gli elememnti svincolati dai legami della consuetudine, della convenzionalità  e perfino dai luoghi comuni, sono ora liberi per nuove interpretazioni in una sorta  di puzzle semi irreale in cui ogni tassello cerca il suo posto, una nuova ragione  d'essere, un nuovo modo di esprimersi finché l'immagine raggiunge la forma  della nostra visione. Allora in un momento tutto appare chiaro in quella nuova  dimensione e ciò che prima magari era un particolare di una piccola realtà può  assumere, ora, valori più generali e quindi condivisibili attraverso il mezzo  artistico. 

"Quanti secoli per toccare appena l'ombra di un'idea!"  (P. Gauguin)
 
   A questo punto è opportuno qualche esempio chiarificatore.  Nell'immagine sotto si può vedere come un semplice strappo in una busta di carta può assumere la valenza di un grido,
una intima lacerazione, un'agitazione  quasi viscerale. L'altra non ha bisogno di commenti, segue gli stessi principi.

Natura...morta?



Medusa

Credo che l'arte debba essere intesa più o meno così, come espressione della realtà attraverso le idee e non esprimere le idee per mezzo della realtà o parti di essa. Le differenze sono enormi e gli esiti notevolmente diversi. Ma questa è un'altra storia.

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